LE PAROLE DELL’ODIO

Andrea Cavalleri, 22 anni, un nome che a molti non dice nulla e che probabilmente tra qualche anno sarà stato dimenticato. Come tutti aveva un sogno: diventare famoso. Non vincendo ad un talent show né per meriti culturali o scientifici né per aver tirato l’ultimo rigore vincente di una finale della Coppa del Mondo. No, Andrea voleva diventare famoso impugnando un lanciafiamme e facendo una strage in una scuola. Voleva vedere le persone contorcersi da dolore mentre bruciavano. In alternativa andava bene anche una strage a un corteo di femministe. Voleva essere il primo INCEL italiano (Involontario Celibe, di quelli che danno la colpa alle donne se sono soli) a passare alla storia. Come altri suoi coetanei aveva i suoi miti: Breivik (stragista di Utoya, Norvegia), Tarrant (autore del massacro di Cristchurch in Nuova Zelanda) e Traini  (attentatore di Macerata). Le armi le aveva e stava pianificando, insieme a un suo seguace minorenne, anche la strage. Mancava poco per diventare famoso. Purtroppo per lui, le forze dell’ordine hanno interrotto i suoi sogni di gloria. Sul suo canale Telegram aveva più di 400 seguaci. Le donne, oltre a ebrei, comunisti, omosessuali, erano un male da estirpare. Donne considerate bambole in carne da sterminare, le più appetibili da imprigionare e usare per il proprio piacere. 
La destra italiana tace, quella destra che esibisce sul palco bambole gonfiabili per denigrare un’avversaria politica, rea di essere donna e intelligente. Tace la destra che sui social dà della “puttana” e augura stupri a Carola Rackete o a Cecile Kyenge. Quella destra che attacca e offende Liliana Segre per essere stata in “villeggiatura” in un campo di concentramento. Tace la destra che è pronta a fare crociate quando una donna viene stuprata da uno straniero (meglio se di carnagione scura) ma la prima a dire che “se l’è cercata” se lo stupratore è italiano. Tace la destra, quella violenta. 
Forse leggendo ti sarà uscito un sorriso ma purtroppo, qui, non c’è nulla di cui sorridere. Andrea Cavalleri è solo la punta di un iceberg mandato alla deriva da politici seminatori di odio. Politici che creano la propria popolarità divulgando false notizie o incitando le menti più deboli con parole che colpiscono la pancia e non il cervello, incuranti dei danni che possono arrecare alle persone e alla nostra società. Cavalleri non è un né l’ennesimo caso isolato. L’odio verso il prossimo, che sia donna o uomo, bianco o nero, eterosessuale o no, settentrionale o meridionale è un fuoco che oramai brucia e invece di estinguerlo viene alimentato costantemente non solo da biechi politici ma anche da programmi televisivi che per guadagnare audience hanno trasformato la tv in spazzatura. Non solo programmi di attualità politica con conduttori che starnazzano o se ne vanno in giro in monopattino per lo studio, ma anche programmi televisivi basati su litigi tra concorrenti o dove le donne sono sempre più oggetti. Programmi dove se si è belle o belli si è per forza stupidi o stupide, e viceversa. A tutto ciò dobbiamo mettere un fermo prima che sia troppo tardi e si torni culturalmente indietro di centinaia di anni. Chi applaude a questa destra non pensa mai che potrebbe essere vittima di ciò che applaude. Se quel folle avesse portato a compimento il suo folle gesto in una scuola (costruire un lanciafiamme non è poi così difficile) oggi staremmo a piangere vittime di destra, di centro e di sinistra. 
Quando sui social si augura lo stupro a una donna non si pensa mai che qualche folle possa sentirsi autorizzato a stuprare. 
Nel luglio del 2019 a militanti di estrema destra sono stati sequestrati arsenali bellici tra cui un missile aria-aria. 
Forse però si è prevenuti, quelle armi potevano servire per la caccia alle beccacce. Devono esserci sicuramente beccacce molto grandi…
 
Stefano Sebastiani

Orizzonte Oro

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