Legge Elettorale e Riforme Istituzionali

ESSERE RAPPRESENTATI MEGLIO E AL MEGLIO

Legge elettorale

Negli ultimi trent’anni si è assistito alla formazione di governi nati con il sistema maggioritario. Un sistema che ha portato i partiti a mettersi insieme in coalizioni solo con lo scopo di vincere, anche con un voto in più dell’altra coalizione. Ma lo scopo principale dei partiti, non dovrebbe essere quello di vincere, ma di rappresentare le persone di cui si portano avanti le istanze e le idee.
La nostra Costituzione indica nella figura del Parlamento il luogo apposito dove i cittadini devono essere rappresentati e a tale organo, secondo noi, va data maggior importanza. Questo anche attraverso una nuova legge elettorale.
Gli ultimi governi eletti con il sistema maggioritario hanno palesemente dimostrato che le maggioranze nel parlamento non corrispondevano alla reale situazione politica del Paese, dato che i partiti che vincevano le elezioni ottenevano seggi in maniera gonfiata rispetto ai voti effettivamente presi e che alcuni partiti della coalizione perdente (seppur con percentuali di consenso importanti), rimanevano fuori dal massimo organo legislativo. Questo ha sempre comportato grosse difficoltà anche nel governare il Paese.
Per questo noi riteniamo opportuno che la legge elettorale più adatta al nostro sistema istituzionale sia di tipo proporzionale (con una simbolica soglia di sbarramento) e che ogni cittadino possa decidere quale parlamentare lo debba rappresentare in parlamento attraverso l’istituto della preferenza. Chi decide di candidarsi come parlamentare, lo potrà fare solo nel territorio di residenza.
Con questa legge elettorale vediamo i seguenti benefici:

  • Una effettiva rappresentanza degli elettori
  • Maggioranze di governo più stabili, che si formano su temi concreti e non sul bisogno di vincere a tutti i costi, in quanto ogni partito si presenterebbe alle elezioni politiche con il proprio programma e non farebbe parte di nessuna coalizione
  • Maggior vicinanza del parlamentare al territorio di provenienza, in quanto verrà eletto nel luogo in cui risiede, onde evitare, ad esempio, che candidati di altre regioni “emigrino” in circoscrizioni con maggior possibilità di essere eletti.

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