Sport e Politiche giovanili

IN QUESTO PAESE PER I GIOVANI NON SI È FATTO MAI ABBASTANZA, AIUTARLI A VIVERE IN MANIERA DIGNITOSA DEVE ESSERE UN DOVERE

Cultura e Turismo

Lo sport, nella sua interezza, dal calcio milionario allo sport dilettantistico, rappresenta un movimento che vanta milioni di tesserati in ogni disciplina, giovani e giovanissimi, agonisti e amatori, organizzatori, allenatori, dirigenti e volontari.
“Il mondo Sport”, oltre a includere moltissime persone, riveste un ruolo fondamentale nel campo sociale; è pertanto un patrimonio che non ci possiamo permettere di disperdere.
Rappresenta infatti un momento di crescita, di confronto, di compagnia soprattutto per i più giovani.
E’ indubbio che non possono essere “trattati” allo stesso modo sport diversi tra loro, così come non possono essere disciplinate nelle stesse modalità le diverse categorie facenti parte del medesimo sport. Il calcio ne è l’esempio lampante. La serie A, con i suoi milioni di introiti, prevede una legislazione diversa rispetto alle serie minori.
Pertanto, anche se ogni singolo sport necessita di una legislazione ad hoc, possono comunque essere intraprese iniziative valide per tutto il sistema.
Quello che sicuramente preme maggiormente è il salvataggio e la tutela delle scuole giovanili, degli sport minori che rischiano realmente di scomparire.
Di primaria importanza è la tutela di tutto lo sport di base, quello dei bambini, dei giovani e dei dilettanti che rappresenta il perno indispensabile per la crescita dei giovani atleti e dei futuri professionisti.
Occorrono pertanto riforme strutturali in modo da riportare lo sport al centro della spesa pubblica. Un nuovo modello di sport, con nuove idee, innovazione, nuovi strumenti e modelli organizzativi e gestionali. Occorrono proposte serie e mirate, la sburocratizzazione del sistema; sarà indispensabile ragionare da comunità, abbandonando ogni egoismo ed interessi personali di ogni singola associazione o figura professionale, perché dalla cooperazione fra le varie componenti può nascere un progetto di ripartenza e rilancio costruito su basi solide. Necessiteranno misure choc che creino opportunità di investimenti nel settore e sgravi fiscali (per le piccole realtà). Occorrono inoltre investimenti statali, stabili e duraturi in tutte le infrastrutture.
La valorizzazione e la modernizzazione delle strutture (come palestre e centri sportivi) deve essere la priorità, visto che amatori e professionisti, soprattutto negli sport minori, si trovano nella condizione di non avere strutture vicine dove allenarsi o che le stesse si trovino in condizioni disastrose.
Non è concepibile che le persone, sia piccole che grandi devono rinunciare a praticare un determinato sport, perché mancano strutture nelle vicinanze delle loro realtà abitative.
Urgono inoltre interventi anche nella riqualificazione delle strutture esistenti e non finite ed abbandonate a loro stesse.
Infine, ma certamente non meno importante, è la tutela e la valorizzazione di tutti gli sport praticati dalle persone disabili. La tutela di queste persone, passa anche attraverso la possibilità di praticare uno sport. L’attività sportiva deve rappresentare infatti uno strumento di inclusione e di integrazione per tutti coloro che vengono lasciati ai margini della società, comprese le persone con disabilità.
Ribadiamo inoltre che, un ruolo importante, nell’insegnamento allo sport deve essere intrapreso nelle scuole, dove si deve tornare ad insegnare i valori e la lealtà sportiva, nonché devono essere motore per invogliare i bambini e i ragazzi a praticare una qualunque attività sportiva.
L’incentivare i giovani a fare sport, a creare gruppi collettivi, incentivare loro a fare aggregazione e integrazione sociale, soprattutto con la popolazione straniera in modo da contrastare anche così, forme di intolleranza, di discriminazione raziale e odio è alla base delle idee politiche di Orizzonte attinenti al mondo dello sport.
L’articolo 31 della nostra Costituzione afferma che “la Repubblica protegge la gioventù favorendo gli istituti necessari a tale scopo”.
Partiamo proprio dalla nostra Carta Costituente per capire l’importanza che devono rivestire le politiche giovanili.
Quello che possiamo definire un “diritto al Futuro” si traduce in tutta una serie di interventi rivolti ai giovani; ovvero azioni a valenza pubblica di breve, ma anche di medio lungo termine mirate a un preciso target di età nei principali settori inerenti la loro crescita e i loro bisogni.
L’obiettivo che riteniamo doveroso, è quello di fornire e favorire opportunità, mezzi, possibilità che consentano loro una maggiore autonomia e una reale fruibilità dei loro diritti.
La questione delle politiche sociali giovanili deve porsi come obiettivo quello di interagire ed integrarsi con le politiche sociali rivolte alle altre fasce della popolazione.
Istruzione, cultura, formazione, inserimento nel mondo del lavoro ed occupazione, integrazione sociale, diritto alla salute, diritto allo sport, diritto alla partecipazione civica e politica. Queste sono le tematiche che vanno promosse e tutelate.
La scuola deve essere il cardine delle politiche giovanili, aumentare di qualità ed efficienza, soprattutto per i giovani con problematiche. Una vera e propria riforma dovrà pertanto essere attuata in modo tale che la scuola sia maggiormente collegata al mondo del lavoro. Formazioni anche con taglio maggiormente pratico, che consentano di carpire le reali richieste del mondo del mercato del lavoro, studio delle lingue, competenze digitali e il recupero dei vecchi “mestieri” rappresentano il futuro. Scuola, inoltre, che deve tornare a “produrre” cultura ed insegnare valori civili e di integrazione sociale.
Vere e proprie politiche, sia a livello nazionale che territoriale dovranno essere attuate per l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani. Piani che presuppongono anche interventi Regionali e comunali, vista la maggior vicinanza alla popolazione giovanile e al tessuto economico territoriale. Queste Pubbliche amministrazioni devono avere un ruolo strategico e di regia, in modo da agevolare la transizione dalla scuola al mondo del lavoro.
I giovani, oltre al diritto ad una tutela lavorativa, devono potersi sentire tutelati anche nel loro diritto a crearsi una famiglia. Un Piano Casa, con agevolazioni su mutui, oltre che sugli affitti, sostegno economico alla famiglia e alla genitorialità sono iniziative che Noi proponiamo.
Tutele e incentivi all’aggregazione, alla partecipazione civica, al volontariato e alla politica devono trovare maggiore importanza nella Spesa Pubblica, attraverso promozione di spazi per lo sviluppo della socializzazione e di ogni forma di arte. Anche in questo caso le Amministrazioni locali giocano un ruolo fondamentale, attraverso la creazione appunto di luoghi “creativi ed educativi”. La politica incentrata sui giovani deve pertanto occuparsi di loro, attraverso politiche di prevenzione e di promozione in modo da poter lavorare sui legami sociali e costruire luoghi dove costruire e coltivare democrazia ed integrazione. In modo tale da prevenire l’esclusione sociale.
Infine, ma non meno importanti risultano la tutela della salute e dello sport, incoraggiando i giovani ad attuare uno stile di vita salutare e sportivo.

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