Orizzonte, simbolo essenziale per un progetto giovane

In fondo, cos’è l’orizzonte? Se si ricorre a un vocabolario – in questo caso, al Treccani – ci si può far ricordare che l’orizzonte è “la linea apparente, a forma di cerchio o di arco di cerchio, lungo la quale, in un luogo aperto e pianeggiante, il cielo sembra toccare la terra o il mare, tanto più ampia quanto maggiore è l’altitudine del luogo dal quale si osserva”; volendo abbandonare ogni riferimento naturale o geografico, con quella parola si può intendere il “particolare campo in cui si può spaziare con la mente”. Avevano probabilmente in mente tutto ciò e anche altro coloro che, nei primi mesi del 2019, hanno fondato un’associazione politica e hanno scelto di chiamarla proprio Orizzonte, decidendo poi il 28 luglio 2020 di trasformarla in partito, andando apposta dal notaio per fare quel passo.
“Con la costruzione di questa associazione politica nazionale – si poteva leggere su uno dei primi posto sulla pagina Facebook di Orizzonte, il 12 marzo 2019 – i soci fondatori hanno voluto dare grande spazio al coinvolgimento dei propri iscritti, per cercare di dare risposte alle istanze delle persone più in difficoltà del nostro Paese. Per capirci, noi non saremo quelli che vi chiedono un contributo annuale per poi rivedersi l’anno dopo sempre per il solito motivo. Abbiamo bisogno della vostra partecipazione. Ogni socio potrà nel limite del tempo che avrà a disposizione e, rispettando le regole previste nello statuto e nel regolamento interno dell’associazione, incidere in tutte le scelte di Orizzonte. Coloro che vorranno, potranno partecipare alle riunioni, iniziative e attività dei circoli che si formeranno sul territorio nazionale. Per chi fosse più impossibilitato a essere presente fisicamente, niente paura; i soci fondatori hanno pensato anche a voi. Infatti con la possibilità di mettere in votazione qualsiasi proposta di ogni socio riguardante la modifica, integrazione e cancellazione di argomenti del nostro manifesto dei valori, regolamento interno e statuto (attraverso una mail da mandare al segretario nazionale, che sarà obbligato a mettere in votazione la proposta del socio), i nostri associati potranno essere sempre protagonisti. Naturalmente saranno anche chiamati a partecipare alla consultazione messa in votazione dal segretario nazionale”.
Il proposito veniva rinnovato qualche giorno dopo, il 2 aprile: “La nostra proposta è semplice: se molti di noi si uniscono, possiamo usare le nostre capacità ed energie per affrontare ogni sfida. Usando le nostre forze in maniera collettiva, possiamo trasformare la società in meglio. Il potere e le idee necessarie per risolvere i problemi locali sono radicati nelle nostre comunità. Insieme, abbiamo le capacità, l’energia e la determinazione per promuovere il cambiamento nei luoghi in cui viviamo dal basso e ispirare gli altri a fare lo stesso. Attraverso il collegamento di singoli cittadini, la formazione e la condivisione di risorse, possiamo proporre e realizzare azioni per rendere le nostre realtà locali migliori; costruendo consenso e adesione al progetto di trasformazione della nostra società. Unire, organizzare e dare solidarietà alle persone che lottano per equità, uguaglianza e giustizia sociale, è il modo con cui possiamo pensare e ottenere un cambiamento positivo e duraturo”.
Segretario nazionale dell’associazione trasformatasi in partito (anche se, sul piano giuridico, sempre di associazione si tratta) è Daniele Vichi, fiorentino, classe 1987, tra i fondatori del soggetto politico; presidente dell’assemblea nazionale risulta essere Annunziata Procida, mentre il tesoriere nazionale è Alberto Samele. Il partito ha sede a Pontassieve, in provincia di Firenze, ma ovviamente ha già costituito circoli altrove e si prepara a vederne nascere altri sul territorio italiano. 
Il 28 luglio dell’anno scorso, come si è detto, l’associazione ha deciso di trasformarsi in partito, essenzialmente con lo scopo complessivo di “lasciare una traccia nella vita politica dell’Italia. Se una piccola impronta o uno sconvolgimento, questo saranno il tempo, il lavoro e il sostegno che esso porterà a questo progetto a determinarlo”. I fondatori e coloro che hanno via via aderito si descrivono come “nucleo che condivide dei valori – Giustizia Sociale, Equità, Solidarietà, Legalità e Antifascismo – che propone una metodologia univoca nell’affrontare i problemi e che tende a sviluppare con la partecipazione attiva dei suoi iscritti le idee politiche in favore delle quali sono e saranno impiegate le energie democratiche”. Il loro vuole essere “un modo democratico con strumenti nuovi e variegate forme di partecipazione diretta: assemblee territoriali e nazionali, forum tematico sul nostro sito (www.lorizzonte-oro.it), proposte programmatiche che ciascun tesserato può sottoporre alla votazione degli altri. Una scelta, la nostra, di voler dar voce al pensiero del singolo iscritto quale punto di forza della collettività”.
I promotori hanno elaborato un manifesto in vari punti che si pone già come un articolato programma politico. Ciascuno è compendiato da uno slogan: Lavorare meno, meglio e tutti: dopo anni di fatica e sudore avere una pensione “dignitosa” è il minimo; Con la salute non si scherza: si torni a una sanità pubblica di eccellenza; Dalla materna all’università, ripensare a una scuola di qualità accessibile a tutti; La legge deve essere uguale per tutti: una vera certezza della pena per rendere più credibile il nostro sistema Paese; Maggior progressività per un fisco più giusto ed equo; Ambiente, non solo qualità della vita ma anche opportunità lavorativa; Costruiamo l’Europa dei popoli; Accoglienza, solidarietà, inclusione e legalità devono andare di pari passo; Progressiva smilitarizzazione del nostro arsenale militare, ripensare al ruolo della Nato nelle missioni all’estero in favore di un maggiore coinvolgimento dell’Onu; Parità, autodeterminazione e diritti delle donne e delle persone. Non manca nemmeno un riferimento alle riforme istituzionali ed elettorali: contro gli effetti del maggioritario, che “ha portato i partiti a mettersi insieme in coalizioni solo con lo scopo di vincere” – quando i partiti dovrebbero innanzitutto “rappresentare le persone di cui si portano avanti le istanze e le idee” – gli aderenti a Orizzonte vogliono che il Parlamento abbia maggiore importanza e sia eletto mediante una legge elettorale proporzionale “con una simbolica soglia di sbarramento”, con il voto di preferenza e la possibilità di candidarsi solo nel territorio di residenza.
Tutto ciò, naturalmente, è riassunto in un simbolo decisamente semplice e schematico, che persegue la chiarezza anche a costo di sembrare un po’ anonimo. Lo statuto lo descrive così: “nel cerchio con contorno rosso in campo per metà arancione e per metà giallo, è rappresentata la scritta di colore blu chiaro a caratteri maiuscoli ‘ORIZZONTE’, con sotto due linee parallele color blu chiaro di lunghezza differente”. In pratica il nome è stato collocato proprio sul “simbolico” orizzonte, sulla linea che fa toccare ipotetici cielo e terra (anche se, a giudicare dai colori, sembra un simbolo da “tramonto”). Si segnala poi che, in base allo statuto, la forma abbreviata del nome è Oro, quasi a voler richiamare anche in questo modo i colori del contrassegno e a voler dire, implicitamente, che quell’orizzonte è prezioso.
 

 

 

 

 

Orizzonte Oro

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